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 SATIVEX - CANNABIDIOLO

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danielita
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MessaggioTitolo: SATIVEX - CANNABIDIOLO   Sab 03 Nov 2012, 09:13

Il Sativex nasce come farmato che allevia il dolore neuropatico:
La casa produttrice britannica GW pharmaceuticals (http://www.gwpharm.com) tempo fa ha creato un farmaco contenente estratti puri di Cannabis Sativa (la pianta della canapa), il Sativex. Esso contiene due principi attivi della Cannabis: il delta-9-Tetraidrocannabinolo (THC) e il Cannadibiolo (CBD).

Il Sativex venne distribuito per la prima volta nell’aprile 2005 in Canada in accordo con la Bayer, e successivamente fu poi utilizzato e distribuito in altri paesi e in mezza Europa in accordo con la Almirall Prodesfarma (tranne nel Regno Unito che era stato  già dato in licenza alla Bayer HealthCare), contro il dolore neuropatico nei pazienti affetti da sclerosi multipla. Esso viene somministrato in forma spray sotto la lingua o sull'interno della guancia.
Dopo un’attesa di 3 anni, anche l’Italia muove i primi passi verso questa nuova metodologia antidolorifica: a Bolzano il servizio sanitario lo offre ai suoi pazienti in day hospital.
Viene somministrato gratuitamente durante la permanenza in ospedale, ma dato che in Italia ancora non esiste una legge che autorizza il trattamento, il farmaco viene importato dall'estero in base alla procedura prevista dal D.M. 11-2-1997 (Importazione di specialità medicinali registrate all'estero), e per utilizzarlo a casa bisogna pagare circa 480 euro al mese. Un costo molto alto per chi può trarre beneficio da un farmaco simile, già approvato e utilizzato da molti Paesi.
Nel marzo 2006, l’allora ministro della sanità Storace diede il via libera all’utilizzo dei farmaci che contengono i principi attivi della cannabis (come il Sativex o il Bedrocan) per alcune patologie, quali sclerosi multipla, Aids o neoplasie, ma una circolare dell’Ufficio centrale stupefacenti di Roma prevede che la copertura dei costi dei farmaci a base di cannabis sia a totale carico dei pazienti.
E dunque, chi ne ha bisogno dovrà attualmente arrangiarsi, almeno finchè non verrà trovata una soluzione definitiva alla faccenda.
Si stima che sia circa il 50% delle persone affette da sclerosi multipla a soffrire di dolore neuropatico. Questa è la forma di dolore più diffusa e più fastidiosa che affligge i malati di sclerosi multipla. È causato da “segnali nervosi difettosi, all’interno del sistema nervoso centrale e del midollo spinale.
Possono essere distinti due differenti tipi di dolore neuropatico:

le parestesie, si tratta di sensazioni sgradevoli che il paziente descrive come puntura di spilli, formicolii, sensazione di pressione o alta sensibilità al tatto;
le disestesie, queste consistono in un’alterata percezione del tatto che viene percepito come urente, doloroso, estremamente fastidioso e può coinvolgere tutto il corpo.”

Tuttavia, studi recenti hanno provato che il sativex ha ottimi risultati anche nella cura contro il cancro:


Il professor Umberto Veronesi

ROMA - Il cannabidiolo, uno degli elementi che compongono la cannabis, potrebbe essere in grado di bloccare il gene che provoca la diffusione delle metastasi del cancro al seno, ma anche di altre forme tumorali. È il risultato delle ricerche di laboratorio effettuate da un'équipe del California Pacific Medical Center Research Institute. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Molecular Cancer Therapeutics.
I ricercatori si augurano che il cannabidiolo (Cbd), contenuto nella marijuana, possa diventare una valida alternativa alla chemioterapia, senza gli effetti collaterali di quest'ultima. "Ho sempre creduto nelle proprietà contenute nei derivati della cannabis - afferma il professor Umberto Veronesi - questa è una strada mai esplorata a causa di condizionamenti psicologici. La fonte universitaria è molto seria. Voglio chiarire che l'oggetto della ricerca è un composto della cannabis e non una droga. Sarebbe un peccato non esplorare questa via per combattere il tumore al seno".
E gli autori dello studio confermano che, a differenza della cannabis, il Cbd non ha alcun effetto psicoattivo e quindi il suo utilizzo non viola alcuna legge sugli stupefacenti. Inoltre, insistono nello spiegare che non stanno invitando i loro pazienti a fumare marijuana, visto che le concentrazioni di Cbd usate nelle loro ricerche sono di molto superiori a quelle che si possono ottenere solo fumando. "Il Cbd funzionerebbe bloccando l'attività del gene Id-1 - spiega Sean McAllister, autore della ricerca - ritenuto responsabile della "metastatizzazione", la diffusione del tumore dalla sua sede iniziale".
Altre ricerche hanno già dimostrato che il Cbd potrebbe bloccare il tumore cerebrale aggressivo, e ci sarebbero evidenze di un effetto simile in laboratorio su cellule di tumore al seno.
"Attualmente abbiamo un numero limitato di opzioni nel trattamento delle forme aggressive di cancro - continua McAllister - alcune terapie, come per esempio la chemioterapia, possono essere efficaci ma anche estremamente tossiche e difficili da tollerare". Questo composto offrirebbe quindi la speranza di una terapia in grado di ottenere gli stessi risultati senza gli effetti collaterali, come la nausea e il maggior rischio di infezioni.

E ancora:

Spagna. Studio: cannabis potrebbe combattere cellule cancerogene


Una ricerca realizzata dall'Universita' Complutense di Madrid ha dimostrato che la cannabis puo' avere effetti benefici contro il cancro. Il principio attivo dell'hashish e' risultato in grado d'intervenire sulle cellule cancerogene, di distruggerle e, nello stesso tempo, di mantenere vive le cellule sane. Il responsabile dei lavori che hanno permesso di giungere a questa conclusione, Manuel Guzman, del dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare dell'ateneo madrileno, ha illustrato ai futuri medici la portata di questa ricerca. Per ora, i buoni risultati si sono ottenuti in laboratorio e lavorando sui topi, non sull'uomo. Ma le risposte emerse consentono di pensare a futuri trattamenti contro il cancro, migliori e piu' sicuri. Il cammino e' pero' ancora lungo. "Ci sono problemi molto complessi da risolvere, poiche' chiarire a livello molecolare come una sostanza, la stessa, possa produrre effetti duali tra una cellula normale e una tumorale, non e' affatto ovvio", avverte. I laboratori, il suo e i tanti gruppi internazionali che lavorano a questo progetto, potranno forse risolvere il rompicapo nei prossimi anni. Sta di fatto che elaborare un farmaco da usare nella terapia contro il cancro, partendo da questa scoperta, e' una storia ancora tutta da scrivere. E il tempo che servira' per ottenere dei risultati applicabili nella pratica clinica, nell'attivita' quotidiana degli ospedali, "e' incalcolabile", anche supponendo che tutto proceda per il verso giusto. In ogni caso, l'importanza della ricerca non sono tanto le conseguenze pratiche che si potranno avere a breve termine, bensi' la porta aperta verso nuove ricerche sul cancro.
Il lavoro dell'equipe di Manuel Guzman consiste nello studio di come i composti attivi della marjiuana, i cosiddetti cannabinoidi, agiscono sull'organismo. Queste ricerche intendono verificare, tra l'altro, se i cannabinoidi sono capaci d'indurre la morte di cellule nervose, vale a dire dei neuroni o se, viceversa, possono addirittura potenziare la loro sopravvivenza. Molte sostanze che si utilizzano in farmacologia, molti medicamenti, vanno bene per certe cose, ma sono tossiche per altre parti dell'organismo. L'effetto duale, nel caso della cannabis permetterebbe, per quanto e' dato sapere, di salvaguardare le cellule normali e, contemporaneamente, d'indurre la morte di quelle tumorali. Il professor Guzman spiega che e' necessario avviare saggi clinici, con pazienti, per verificare se cio' che e' emerso nelle cellule coltivate in laboratorio e nei ratti, avviene anche nelle persone. Ma prima bisognera' chiarire diverse altre questioni. Per esempio, quali dosi servono per ottenere l'uno o l'altro effetto.

E:

Ricercatori italiani hanno investigato gli effetti antitumorali di 5 cannabinoidi naturali della Cannabis (cannabidiolo, cannabigerolo, cannabicromene, cannabidiolo-acido e THC- acido) nel cancro della mammella. Il cannabidiolo (CBD) è stato il più potente cannabinoide nell’inibire la crescita di cellule di cancro mammario umano iniettate sottocute a topi. Il CBD anche ha ridotto le metastasi al polmone derivanti da cellule tumorali umane iniettate nelle zampe dell’animale. I ricercatori hanno trovato che gli effetti antitumorali del CBD erano causati dall’induzione di apoptosi (morte cellulare programmata). Essi concludono che i loro data"supportano ulteriori esperimenti con cannabidiolo e estratti ricchi di cannabidiolo per il potenziale trattamento del cancro."
Queste osservazioni sono supportate dalle ricerche di scienziati americani che hanno scoperto che l’esposizione di cellule leucemiche al CBD portava a una riduzione della vitalità delle cellule e all’induzione di apoptosi. In animals vivi, il CBD causava una riduzione nel numero delle cellule leucemiche. Gli scienziati osservano che il CBD "può essere un trattamento nuovo e altamente selettivo per la leucemia."


La GW Pharmaceuticals ha annunciato di aver fatto domanda per l’approvazione del Sativex® per il dolore nei malati con cancro avanzato che non hanno sufficiente beneficio dalla terapia standard basata sugli oppioidi.
La GW ha completato positivamente uno studio di Fase III in Europa (multicentrico in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo) su 177 pazienti con dolore da cancro che non rispondevano pienamente agli oppioidi maggiori (es. morfina). L’aggiunta di Sativex alla terapia già in corso si è dimostrata significativamente superiore al placebo (p=0.014). Il 43 per cento dei pazienti che hanno ricevuto il Sativex ha avuto un miglioramento del dolore di oltre il 30 per cento (p=0.024).
Si stima che fra il 14 e il 47% dei malati di cancro non hanno un adeguato sollievo dal dolore con la terapia basata sugli oppioidi. Il dr. Jeremy Johnson, primo ricercatore dello studio della GW, sottolineando la necessità di miglioramenti nell’attuale terapia del dolore da cancro, afferma che "i risultati con il Sativex dimostrano che esso può dare un maggior sollievo dal dolore in questi pazienti, e può diventare una nuova importante opzione terapeutica."
Il Sativex è uno spray sublinguale contenente principalmente tetraidrocannabinolo (THC) e cannabidiolo (CBD), standardizzato per composizione e dose. È già stato approvato nel 2005 in Canada per il dolore neuropatico da sclerosi multipla. Quest’anno, negli USA, è stato ammesso direttamente dalla Food and Drug Administration (FDA), come "Investigational New Drug" (IND), a uno studio di Fase III per il trattamento del dolore da cancro

Fonte: pazienticannabis.org  e girlpower.it


"La ricerca è a uno stadio iniziale - aggiunge Joanna Owens, del Cancer Research UK - i risultati dovranno essere seguiti da trial sull'uomo per valutare la sicurezza del Cbd e se si raggiungono gli stessi benefici ottenuti in laboratorio. Diversi farmaci basati sulle piante sono attualmente utilizzati nelle terapie tumorali, come la vincristina, che deriva dal fiore Pervinca del Madagascar, ed è usata nel trattamento del tumore al seno e al polmone".

Per il momento sono la chemioterapia, la radioterapia e l'intervento chirurgico a dominare il panorama delle terapie contro il tumore. Anche se una serie di farmaci biologici vengono sperimentati ed usati sempre più spesso nei centri di cura oncologici.


"Un uccello posato su un ramo non ha mai paura che il ramo si rompa,
perché la sua fiducia non è nel ramo, ma nelle sue ali"


Ultima modifica di danielita il Ven 17 Feb 2017, 10:07, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Sperimentazione Sativex   Mar 11 Dic 2012, 19:12

martedì 11 dicembre 2012
Cannabidiolo (CBD) e metastasi ossee

Gent.mo Professore, avevo posto la mia domanda al Prof. Veronesi che gentilmente mi ha consigliato di chiedere a Lei.
Volevo conoscere la sua posizione circa la possibile assunzione di un farmaco (Sativex) in paziente affetta da metastasi ossee da carcinoma mammario.
E' possibile farlo in Italia o è ancora in fase di sperimentazione (ed in questo caso è possibile entrare nella fase di sperimentazione)?
E' efficace per contrastare il proliferarsi di metastasi?
Sentitamente ringrazio.
di Giulia


Risposta:

Gent.le Sig.ra Giulia,
il Sativex è un farmaco derivato dalla marijuna che è possibile somministrare come spray orale. Il farmaco è già approvato in Canada, Nuova Zelanda e alcuni Paesi europei per il controllo degli spasmi muscolari associati alla sclerosi multipla. È in corso attualmente l?ultima fase di sperimentazione del farmaco per il controllo del dolore legato alla malattia oncologica. I dati definitivi probabilmente saranno disponibili nel 2013. Purtroppo non so indicarle i Paesi europei e i diversi centri partecipanti alla sperimentazione. Per ulteriori informazioni può consultare il sito web della azienda farmaceutica che guida la sperimentazione GW Pharmaceutical (http://www.gwpharm.com). Il Sativex è in fase di sperimentazione solo come terapia antalgica e non sembrano esserci dati sul controllo della progressione della malattia oncologica.
Cordiali saluti





Fonte: Sportello Cancro - Oncologia medica del Corriere della Sera
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